non lo sentite anche voi?

ottobre 31st, 2018 § 0 comments § permalink

Uno schermo completamente nero, senza nemmeno i menù. I caratteri bianchi, a spaziatura singola, eleganti.
I miei occhi stanchi di una giornata di lavoro, dietro gli occhiali leggermente macchiati.
Osservo lo sfondo nero, respirando profondamente.
Respirando quel familiare ed infinito senso di meraviglia, quella gioia smarrita di un bimbo in un negozio di giocattoli. Quella sensazione di avere tutti i mondi possibili, ed anche quelli impossibili, a portata di mano.
Forse ne uscirà un testo patetico, banale, simile a tanti altri. Ma sarà il *mio* testo.
Qualcosa di nuovo, che prima non esisteva.
Un segno in più del mio passaggio, come l’impronta in un bosco.
Qualcosa che potrebbe persino sopravvivermi, qualcosa che tra cinquanta, cent’anni potrebbe finire davanti agli occhi di qualcuno che sta curiosando su una vecchia pagina web, o tra i file di una chiavetta usb dimenticata in uno scatolone, o tra un mucchietto di fogli di carta abbandonati in uno scantinato.
Qualcosa che potrebbe persino riuscire a trasmettere un’emozione a qualcuno, ad accendere un pensiero, un ricordo, una riflessione.

Abbiamo tutti un grande potere, noi che scriviamo le cose su uno schermo o su un foglio di carta.
Ma il bello è che ce l’avete anche voi, voi che non ci avete mai provato, o che dite di “non avere talento”: la scrittura può essere uno dei tanti modi per esercitarlo, ma certamente non il solo.
Abbiamo il potere di preservare l’umano, in un mondo che appare sempre più disumano.
Abbiamo il potere di regalare qualcosa di bello.
Abbiamo il potere di lasciare un segno permanente, anche piccolo, piccolissimo.
Abbiamo il potere di fare da scudo alla negatività, da barriera agli sfoghi frustrati e contagiosi come malattie, da contraltare all’abbaiare dell’imbecillità.
E fa male, fa male quasi fisicamente, pensare a tutto questo potenziale umano inespresso, a tutti i sorrisi che giornalmente avremmo potuto regalare e non abbiamo regalato, a tutte le persone che avremmo potuto ascoltare e non abbiamo ascoltato, a tutto quello che ogni giorno avremmo potuto creare e non abbiamo creato. Fa male quasi fisicamente pensare a chi si è lasciato travolgere dalla disumanità imperante, lasciando cadere tutte le barriere in un impeto di stanca rassegnazione.
Non lo sentite anche voi, questo dolore?

indietro

ottobre 28th, 2018 § 0 comments § permalink

Siamo rimasti indietro, noi.
Noi che ancora scriviamo storie di parole, mentre voi le create con le foto.
Noi che siamo Bach, voi che siete trap.
Noi che vorremmo integrare, voi che volete dividere.
Noi che sappiamo cambiare idea, voi che difendete posizioni come sentinelle impazzite.
Noi che ancora diamo del lei, voi che date del tu a chiunque.
Noi che ancora sappiamo respirare, voi sempre affannati.
Noi che siamo sempre in orario, voi che trovate sempre ingorghi.
Noi che ancora arrossiamo, voi che non vi vergognate più di nulla.
Noi che siamo rimasti indietro, mentre il mondo è corso avanti.

È così che il mondo finirà:
noi indietro e voi avanti,
verso il precipizio.

somiglianze

ottobre 28th, 2018 § 0 comments § permalink

Ogni tanto, incontrando un ragazzetto che sfreccia per strada con uno skateboard o in bicicletta, mi capita di cogliere una fugace somiglianza con uno di quelli che furono i miei compagni di scuola.
E’ un momento strano, incantato.
Quasi mi pare di tornare a quella lontana, magnifica età di serenità, di assenza quasi totale di preoccupazioni, in cui il cruccio maggiore poteva essere un brutto voto in matematica.
Quasi mi pare di poter dire “ciao”, a quel ragazzetto, di poter esclamare “ci vediamo domani a scuola!”, oppure di potergli chiedere “ti va di venire ai giardinetti alle quattro?”.
Quasi mi pare, perfino, di scendere di statura, di tornare magicamente alto come lui, di poterlo fissare negli occhi senza chinarmi.
Poi torno in me.
E l’unica cosa che mi viene voglia di dire a quel ragazzetto, che ormai sicuramente si sarà allontanato, forse cogliendo di sfuggita lo sguardo perso nella fantasia di quel quarantenne svitato con gli occhiali, l’unica cosa che voglio dirgli è una sola.
Non crescere, amico.
Non crescere più.
E quando la vita ti costringerà a farlo, non ti dimenticare mai di questi anni e della tua bicicletta, del tuo skateboard, di quella prorompente voglia di vivere che non ti faceva star fermo un attimo.
Perché quando la magia fuggirà dal tuo cuore, fuggirà svelta.
E quando te ne accorgerai, come me ne sono accorto io, come ce ne siamo accorti tutti noi grandi ad un certo punto della nostra esistenza, forse all’inizio non ci farai nemmeno caso, ma in una notte di luna piena quel dolore lo sentirai, lo sentirai eccome.
Inizierà come un vago senso di disagio, per trasformarsi in un senso di profonda, folle, insopportabile solitudine. I tuoi occhi si riempiranno di lacrime.
Sentirai che ti aggredirà, che inizierà a mangiarti da dentro.
E ti farà male. Malissimo.

Pregherò anche per te stanotte, piccolo.
Pregherò per tutti noi.
E non dimenticare mai che la vita è meravigliosa, sempre e comunque e nonostante tutto… se non lascerai mai andare quella bicicletta.