simulacri

agosto 3rd, 2017 § 0 comments

Una volta scrivevo cose, per lo più in privato (qualcuna anche in pubblico), poi ho smesso.
Un po’ perché scrivere è sanguinare, ed ero stufo di dover ripulire tutte le volte la tastiera.
Ma anche perché sono un tipo che, da buon Vergine, ama la precisione… mentre invece, con la scrittura, dovevo confrontarmi di continuo, ad ogni parola, ad ogni riga, con l’approssimazione.

Le parole sono simulacri: scrivere è soltanto la rappresentazione approssimativa di una realtà, di un pensiero o di una fantasia. Si crea uno scheletro, il resto lo riempiono i lettori con le loro esperienze, la loro capacità immaginativa, le loro deduzioni più o meno logiche.
Ogni storia è incompleta: quella raccontata in un libro, in un film o in un quadro, quella che ti racconta il tuo amico del cuore parlandoti della ragazza appena conosciuta. La realtà non è mai rappresentabile nella totalità dei suoi aspetti.

E anche la storia della nostra vita non sfugge alla regola, no? Non è forse anch’essa l’approssimazione di una vita vera e vissuta pienamente, dei nostri desideri, delle nostre speranze?
Il lavoro che sei costretto a svolgere ogni giorno, ma che non è quello che volevi fare. La tua automobile, ormai ridotta ad un ferrovecchio. Il figlio meraviglioso che avevi, prima che quello stramaledetto incidente te lo portasse via.

Siamo tutti fabbricanti di sogni, modesti artigiani, scultori d’amori che non sono per sempre, di desideri colorati come arcobaleni, fragili ed evanescenti come bolle di sapone.
Speriamo sempre nell’utopia, nel riuscire a trovare, un giorno, la quadratura del cerchio, quel magico quid che ci faccia interrompere, un giorno, quella continua e costante ricerca, che ormai è parte di noi come il nostro respiro.

E’ impossibile, un po’ l’hai sempre saputo.
Non accadrà mai, non troverai mai nulla.
Ma continui, continui a cercare.
E Dio, quanto siamo belli quando continuiamo a provarci, sorridendo e credendo di crederci ancora.

E forse la felicità è proprio questo, è solo questo.
Credere di crederci ancora, nonostante tutto.

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